Caratterizzazione chimica di diversi estratti di sommacco e raccolta dati per eventuali produzioni industriali
Giugno 14, 2022Rhus coriaria L., comunemente chiamata “sommacco” in Italia, è una specie appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae, che cresce in regioni temperate e subtropicali del Mediterraneo e del Medio Oriente.
In vari Paesi, come Libano, Siria, Giordania, Turchia e Iran, viene coltivato per produrre una spezia dal sapore acidulo, ottenuta dal frutto essiccato e macinato.
In Italia, però, mentre in passato il sommacco veniva coltivato in Sicilia per l’estrazione dei tannini dalle foglie (utilizzati per la concia delle pelli), attualmente non è più una specie con rilievo economico, ma cresce soltanto spontanea nelle aree marginali non coltivate, e viene considerata una pianta infestante.
Sin dall’antichità vengono attribuite a questa specie numerose proprietà benefiche, tanto da essere utilizzata nella medicina tradizionale di molti Paesi asiatici; difatti vengono imputate a tale pianta numerose proprietà biologiche, tra cui antiossidante, antibatterica e antiinfiammatoria. Queste attività sono riconducibili ai molteplici composti fitochimici che la pianta contiene, principalmente di natura fenolica, inoltre, i frutti possono essere utilizzati per la realizzazione di oli essenziali. Molti studi sembrano porre le basi per lo sfruttamento di Rhus coriaria L. nell’industria alimentare, dove potrebbe essere utilizzata come un efficiente additivo alimentare di origine naturale, in particolare come conservante.
Il presente lavoro di tesi sperimentale nasce in collaborazione con la Redess s.r.l., una Start Up fondata da I9factory azienda incubatrice di start up innovative, interessata a intraprendere un progetto sperimentale con l’obbiettivo di formulare un additivo alimentare derivante da estratti ottenuti dalla pianta Rhus coriaria L.. In particolare, la frazione di interesse è quella di polifenoli e tannini.
Al fine di valutare se il sommacco sia effettivamente una possibile fonte di tannini e polifenoli, sono stati raccolti campioni della materia prima costituita da foglie, crusca, bacche e semi forniti dall’azienda che le ha prelevate in Sicilia da colture spontanee.
Sui campioni si è proceduto caratterizzando i polifenoli ottenuti da due differenti metodi di estrazione: uno utilizzando una miscela composta al 70% da metanolo e al 30% da acqua bidistillata, l’altro solamente con acqua bidistillata. Questo ultimo metodo è quello impiegato per la ricerca e quantificazione dei tannini, che, nonostante la loro presenza nelle foglie di Rhus coriaria L. fosse risaputa da tempo, la loro presenza nella crusca, nella bacca e nei semi restava un’incognita.
Essendo i tannini un elemento di rilevante interesse per l’azienda, si sono andati a ricercare i tannini in tutti gli organi della pianta, in modo da poter eventualmente sfruttare le diverse parti in un’ottica di ottimizzazione industriale, ricavando un quantitativo di tannini maggiore.
Allo stesso tempo non è stata trascurata la caratterizzazione delle altre componenti polifenoliche che potrebbero essere ugualmente sfruttate nel mercato.
L’estrazione è stata condotta utilizzando la miscela metanolica al fine di recuperare la frazione polifenolica, mentre l’acqua è stata utilizzata per l’estrazione dei tannini. Dal momento che nel sommacco sono presenti principalmente gallo-tannini, al fine di quantificare il loro contenuto, è stato adottato un metodo indiretto. Nello specifico, si è deciso di procedere dapprima con una semplice estrazione acquosa al fine di determinare l’acido gallico libero e quindi effettuare un’idrolisi acida sulla matrice, per quantificare l’acido gallico totale. La concentrazione in tannini è stata ricavata per differenza.
Al fine di quantificare il contenuto di polifenoli e acido gallico negli estratti ottenuti, è stato applicato il saggio di Folin-Ciocalteau, mentre l’attività anti-ossidante è stata determinata tramite i test del DPPH, ABTS e FRAP.

